INTERVENTO DEL NOSTRO PORTAVOCE IN CONSIGLIO COMUNALE MICHELE VENTI SUL BILANCIO PREVENTIVO 2015

CONSIGLIO COMUNALE DEL 29 LUGLIO 2015

Prima di esprimerci in merito a quanto è oggetto di discussione, vorremo ricordare alla nostra autorevole Giunta, al Sindaco e al Presidente del Consiglio comunale, che una “delibera” non è una ricetta da cucina consigliata dal cuoco di turno, ma un atto amministrativo e come tale è anche un atto giuridico che deve rispettare determinati criteri dettati da precise norme legislative (vedi la 267/2000, la legge 15/2005 art. 21, la legge 241/1990 ecc). Ci riferiamo alla delibera n°239 del 03/07/2015 a seguito della quale siamo stati convocati e per la quale oggi siamo qui. In questa delibera si fa riferimento al d.lgs 128/2011, ovvero a quella legge che prende anche il nome di “legge LEVI” (da Ricardo Franco Levi del PD) e che riguarda il riordino delle biblioteche e dei prezzi dei libri. Ora al di là del fatto che la qualcosa suscita ilarità, in chi legge, perché non c’è nessun nesso logico tra le biblioteche e l’oggetto stesso della delibera, risulta evidente che, la Giunta, non solo non legge quello che scrive l’opposizione, ma non legge neanche quello che essa stessa scrive! Ciò rende evidente la poca accortezza con cui, questa giunta, fa le cose. Tuttavia, in merito a quanto detto, ritenendo i “presupposti giuridici” di un delibera “elementi essenziali”, chiediamo al segretario di far provvedere alla correzione della citazione della legge con quella corretta.
Ma veniamo all’argomento di cui è oggetto. Ebbene, dopo innumerevoli rinvii, finalmente si parte con il processo di “armonizzazione dei sistemi contabili degli enti territoriali” e con il “principio di contabilità economica patrimoniale”, ovvero con la l’attuazione della “competenza finanziaria potenziata. Un momento cruciale per tutte le amministrazioni d’Italia. Una riforma che segna una vera rivoluzione culturale a cui non ci si può sottrarre, un processo irreversibile che coinvolge in modo diretto o indiretto, ed ognuno nel rispettivo ruolo di competenza: tutti gli enti territoriali, le comunità montane, le università, le società controllate, l’ordine dei commercialisti, i revisori dei conti, i tesorieri, gli ufficio di ragioneria,dal “ragioniere capo” agli addetti alla contabilità, i responsabili apicali come i vari dipendenti comunali. Si pensi pure al Sindaco, che è il capo dell’Amministrazione, ed alla Giunta municipale come ad ogni Consigliere comunale. Senza voler dimenticare o sottovalutare chi ne è comunque incuriosito, anche soltanto in via occasionale o sporadica,, non da ultimo, i cittadini ed elettori.
Eppure, nonostante un universo di persone saranno chiamate a dare il proprio contributo per affrontare quella che molti definiscono: “sfida alla verità dei conti”, la nostra Amministrazione invece di diffonderne la logica e i contenuti di questa nuova filosofia, ha lasciato in ombra il tema della armonizzazione dei conti, forse perché considerato argomento privato e di stretto riserbo personale, o forse perché riservato all’ambito esclusivo della mera tecnicalità dell’ufficio di ragioneria. Conviene invece, pretendere specialmente da chi ancora non lo avesse fatto, di metterci la testa per davvero e di buon grado. Senza fare, evidentemente, come il vituperato struzzo, prima di trovarsi in mezzo a tutte le novità senza essere in grado di guidare la materia contabile del nostro Ente in modo pienamente legittimo e opportunamente sapiente. Noi da semplici cittadini abbiamo voluto metterci la testa, abbiamo studiato e abbiamo cercato di capire quali sono i principi del Dlgs 118/2011 e i contenuti del Decreto Presidente Consiglio Ministri 28/12/2011 e il Dlgs 126/2014.
A tal proposito vogliamo ricordare all’Assessore al bilancio di non preoccuparsi di quello che potranno dire le opposizioni, faccia piuttosto “pubblica ammenda” e attraverso un’operazione di trasparenza spieghi ai cittadini qual è il “VERO” risultato di amministrazione!
Lei dovrebbe sapere e dovrebbe spiegarlo bene anche ai suoi colleghi che quel 1.186.611,88 di Euro, che tanto l’ha inorgoglita, è un semplice dato che solo nelle scritture contabili è presente, ma che nella realtà e dal punto di vista monetario è dato fittizio e che esce fuori solo perché la tecnicalità del “riaccertamento straordinario” lo consente.
Lei dovrebbe sapere che quel dato esce fuori da un avanzo di amministrazione 2014 uguale alla differenza tra i Residui attivi totali meno i Residui passivi totali (2014) che è pari a Euro 2.158.659,69, una cifra che è un’enormità, perché un avanzo di amministrazione di quest’entità, in un comune piccolo come il nostro, non è mai un fatto positivo; diversamente si poteva, avendo a disposizione questa cifra, eliminare la TASI o aumentare i sevizi.
Lei sa bene che, poi, dalla cifra di 2.158.659,69 vengono sottratti, sempre per la tecnicalità del riaccertamento straordinario tutti i Residui attivi e sommati tutti i Residui passivi cancellati perché non correlati ad “obbligazioni giuridicamente perfezionate. E solo dopo di ciò si arriva ad 1.186.611,88. Ma Lei sa bene che questo è un dato ancora parziale perché a questo bisogna sottrarre il FCDE (fondo crediti di dubbia esigibilità), fatto questo esce fuori il “VERO risultato” , cioè un maggior disavanzo di amministrazione pari a 1.033.152,08 che grazie a Dio è ripianabile in circa trent’anni (un investimento per i nostri figli?). Quindi lei dovrebbe sapere che solo dopo aver sottratto dal risultato di amministrazione le parti accantonate, vincolate e le risorse destinate agli investimenti il risultato disponibile è quello che conta, sia nel caso sia negativo (da ripianare) che positivo. È su quest'ultimo numero e non su quello di partenza che tutti, politici in primis, dovranno imparare a porre attenzione e concentrarsi per progettare programmare il futuro economico dell’Ente e quindi dei cittadini. Il resto sono “chiacchiere” come dice lei sulla stampa.
Se poi andiamo a considerare i Residui attivi e i Residui passivi che escono fuori dal riaccertamento straordinario scopriamo che ci troviamo ,tra quelli definitivamente cancellati e quelli reimputati ad altri esercizi, ad una massa abnorme di residui. Questo mette in evidenza due aspetti fondamentali: il primo è che questa amministrazione non ha capacità di riscossione, come evidenziato anche dalla Corte dei conti negli anni precedenti, ovvero è incapace di generare flussi di cassa. Il secondo aspetto è quello che in questo Comune non tutti pagano le tasse e i tributi. La conseguenza di tale circostanza è la perdita di risorse per la collettività. A questo punto bisognerebbe chiedersi che senso ha dire ai cittadini che non vi sono i soldi per sostituire una mattonella su marciapiede o una lampadina dell’illuminazione pubblica e chiudere, poi, i conti con un cosiddetto avanzo d’amministrazione di circa 1.200.000,00 di euro. Certo, l’Assessore dirà che l’avanzo è anche il risultato della gestione dei residui, ma anche in questo caso c’è da chiedersi perché i residui attivi si accumulano?
Inoltre questo bilancio di previsione denota una evidente situazione di immobilismo progettuale, mancanza di investimenti che possono migliorare le sorti di Umbertide e dei suoi cittadini. Assistiamo ad un bilancio “ingessato”. Forse perché in passato si sono fatti scelte ed investimenti sbagliati? La giustificazione dei mancati trasferimenti da parte del Governo centrale giustifica in minima parte lo stato di salute di questo comune. Se non sono state aumentate le tasse e sono stati mantenuti invariati i servizi, i 757.000,00 di Euro in meno, rispetto allo scorso anno, di trasferimenti da parte dello Stato centrale dove sono finiti ? Come si è riusciti a far fronte ad una simile minor entrata?
Dobbiamo assolutamente uscire da questa politica del tirare a campare, dobbiamo cominciare a progettare il futuro di questo paese, investire in nuove prospettive come quelle turistiche, dove anche questo anno sono stati stanziati zero Euro! Comuni molto più piccoli di noi hanno investito cifre considerevoli proprio su questo settore stanno raccogliendo i frutti, permettendo così ai propri cittadini di guardare con ottimismo al futuro.
Lavorare sul turismo non significa organizzare qualche evento in piazza o fare quattro visite guidate nell’Umbertide sotterranea, fate finta di non vedere che questo paese sta morendo piano piano, giorno dopo giorno. Bisogna avere una progettualità, a voi sconosciuta, che porti Umbertide ad un livello accettabile e sullo stesso piano delle città turistiche limitrofe. Tutto questo non c’è, non avete idee, né progetti, e purtroppo nemmeno le capacità !
Ecco, Assessore si preoccupi di queste cose, e senza tralasciare le altre, trasformi le chiacchiere in fatti !
A fronte di ciò non possiamo che continuare ad esprimere un voto contrario.