INTERVENTO DEL NOSTRO PORTAVOCE IN CONSIGLIO COMUNALE VALENTINA PIGLIAPOCO SULLA QUESTIONE RELATIVA AI TRIBUTI

CONSIGLIO COMUNALE DEL 29 LUGLIO 2015

Quello a cui assistiamo da un anno a questa parte è una sorta di “immobilismo” della situazione economica del nostro ente. L'Amministrazione continua a sottolineare il suo sforzo nell’aver mantenuto invariati i tributi, ricordiamo però che il fatto che le aliquote siano immutate non significa che ci troviamo di fronte ad una tassazione equa e certamente bassa, infatti le aliquote di Tasi e Imu sono già quelle massime. Non mi pare ci siano stati tentativi di tagli delle spese per cercare di ridurre i tributi o cercare soluzioni migliori. Questo probabilmente è dovuto al fatto che siamo condotti verso certe scelte perché “obbligati” dalle esigenze di cassa. Ricordiamo un’indagine sugli effetti della IUC sulle imprese artigiane condotta da Cna Umbria lo scorso novembre in collaborazione con il centro studi Sintesi, sulle aliquote deliberate dai 18 maggiori Comuni umbri in materia d’imposta unica comunale. La IUC, ricordiamo, comprende: Imu + Tasi sull’immobile più la Tari, tassa rifiuti.
L’indagine ha analizzato le aliquote applicate a tre imprese-tipo:
Per quanto riguarda l’impresa di tipo “A”(un idraulico con laboratorio di 70 mq e una rendita catastale di 400 euro ) il Comune di Umbertide, che lo scorso anno era all’ottavo posto, ora è il sesto comune per tassazione.
Va molto peggio alle imprese di tipo “B”( una carpenteria metallica con opificio di 200 mq e una rendita catastale di 4.200 euro) dove il comune di Umbertide detiene il triste primato del comune più caro mentre lo scorso anno era al terzo posto.
Altissima la tassazione anche sulle imprese di tipo “C” (un’altra carpenteria metallica, ma con un opificio di 2.000 mq e una rendita catastale di 6.000 euro) che vede il comune di Umbertide al secondo posto per tassazione, proprio come lo scorso anno.
Chi risente maggiormente di queste imposte sono soprattutto i detentori di fabbricati rientranti nella categoria C e D, per loro aliquota alle stelle, 10,6 per mille.
Quanto dovremmo aspettare prima che questa Amministrazione provi almeno a ragionare sulla questione tributi?
Quando si inizierà a ragionare in termini diversi, uscendo dai soliti schemi? Una possibilità si era presentata già a fine dello scorso anno quando si doveva decidere l’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti nell’ATI 1, ma l’amministrazione comunale è stata categorica.
Le motivazioni addotte nella relazione dell'ATI 1 a favore dell' affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti ad operatori economici privati a scapito dell'affidamento diretto del servizio ad una società in house, cioè una società formata dagli stessi Comuni che hanno l’affidamento diretto del servizio (come era stato da noi proposto), sono da imputare ad una incompatibilità dell'attuale situazione finanziaria degli Enti Locali, che li costringe a convivere “…con una ormai cronica crisi di liquidità…”

È ormai ampiamente dimostrato che gli appalti d’ambito (come quello che si appresta a fare l’Ati1) non sono assolutamente convenienti per i cittadini che quasi sempre si sono visti diminuire la qualità dei servizi con l’aumento della tassa sui rifiuti.
Il motivo è semplice: alle gare si presenta un solo partecipante e non ci sono ribassi d’asta. Quelle poche volte che ci sono due o tre partecipanti molto spesso non sono idonei all’affidamento.
La prova di queste affermazioni possiamo riscontrarla proprio in Umbria dove ai bandi di gara dell’Ati2 e dell’Ati4 hanno partecipato un solo operatore.
Nella delibera che la maggioranza PD ha approvato si sostiene che:
“l’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani ad operatori economici privati garantisce, come noto, livelli superiori di efficienza, efficacia ed economicità del servizio”.
Niente di più falso. È l’esatto contrario. In Italia le migliori gestioni di rifiuti sono fatte da società interamente pubbliche con affidamento in House.
Basti pensare al Consorzio Priula, il Consorzio Treviso Tre, Contarina, Bellunum, Ponte Servizi, Etra. Società interamente pubbliche che insieme servono più di un milione e duecentomila abitanti con risultati eccezionali:
• Raccolta differenziata di poco inferiore all’80%
• Residuo annuo pro capite di poco superiore agli 80 Kg
• Produzione pro capite di rifiuti di 391 Kg
• Costo medio per abitante 100,01 €
Questo solo per citarne alcuni ma si potrebbe continuare con l’esperienza del Consorzio dei Comuni dei Navigli o altri ancora. Risulta pertanto evidente come l’affidamento in house sarebbe stato l’unico percorribile in quanto avrebbe offerto un servizio efficiente e a minor costo.
È recente la notizia che nelle nuove classifiche di “Comuni Ricicloni”, di cui lo scorso anno la nostra Amministrazione si è tanto vantata, Umbertide è passata nella classifica generale umbra dal secondo posto per indice di buona gestione dei rifiuti urbani all’ottavo posto, quindi anziché migliorare e mantenere il livello raggiunto, stiamo arretrando.
Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, i servizi sono stati tagliati e quindi la tassa dovrebbe scendere mentre questo non è accaduto.
Ho fatto questo excursus per sottolineare che si continuano ad intraprendere strade poco lungimiranti anzichè soluzioni più vicine al cittadino.
Lo stesso vale per le aliquote Tasi.
Il PD nel proprio programma politico al punto Politiche fiscali dice: “Questo è uno dei punti di maggiore attenzione della coalizione, pertanto dovrà impegnarsi sempre di più al contenimento della spesa, non dovrà sottoscrivere ulteriori mutui- fatte salve eventuali situazioni di emergenza-, dovrà, come per altro ha sempre fatto in questi anni, attivare una politica fiscale che distribuisca in modo equo le tasse comunali fra i cittadini con una attenzione particolare alle fasce più deboli, pur garantendo l’alto livello dei servizi al quale siamo arrivati.”
Lei stesso Sindaco durante la conferenza stampa di fine anno, così come viene riportato in una nota del Comune del 7.01.15, afferma che: “Con il 2014 si è chiuso un anno difficile a causa dei continui tagli alle risorse destinate ai Comuni” – e qui vi ricordo che è il VOSTRO Governo.
Se dunque c’è questa volontà di porre “la massima attenzione nella delicata materia della tassazione”,ricordo a tutti voi che lo scorso Luglio, noi del M5S, abbiamo fatto diverse proposte sia per la Tasi che per la Tari. Se l’anno precedente non sono state prese in considerazione perché non farlo ora, perché non rispolverarle? Forse perché non è possibile, la situazione economica dell’Ente non lo permette! Ora, quando si viene votati per un certo programma, è come se si facesse un patto con i cittadini, e se non si rispetta non si merita di governare. La prima cosa è dunque il rispetto di questo impegno. Sono passati 15 mesi e cosa si è raggiunto? Una tassazione più equa? No. Un taglio delle spese? No. E allora cosa altro dovremmo aspettarci se non si riesce a mantenere neppure quello che si promette?
Il nostro voto non può che riconfermare la posizione dello scorso anno, e cioè voto contrario, dal momento che non vi è stata una reale volontà né capacità dell’Amministrazione di trovare soluzioni certamente più sagge e che tenessero conto dei cittadini.