Intervento del nostro portavoce Michele Venti al Consiglio comunale del 26 ottobre 2015 in merito al progetto di estensione dell'attività di recupero di rifiuti speciali

Intervento del nostro portavoce Michele Venti al Consiglio comunale del 26 ottobre 2015 in merito al progetto di estensione dell'attività di recupero di rifiuti speciali non pericolosi da parte della ditta Splendorini Molini Ecopartner s.r.l.: richiesta di attivazione di nuova procedura di verifica di assoggettabilità a V.I.A.

Nonostante le gravi mancanze dell’Amministrazione che non ha fornito ai consiglieri comunali una completa documentazione sugli ultimi sviluppi della vicenda (molti consiglieri della stessa maggioranza non ne erano informati), voteremo a favore. Voteremo a favore perché non è possibile che in nome del progresso e dell’interesse di pochi si possa creare un disagio alla collettività. Teniamo a precisare che non abbiamo nulla contro la ditta in questione alla quale auguriamo le migliori fortune ma alla quale consigliamo una delocalizzazione in aperta campagna dove non può arrecare problemi a nessuno. La gente di Calzolaro deve avere lo stesso diritto di tutte le altre persone del nostro comune di poter respirare aria pulita, di poter godere delle fresche sere d’estate, di non preoccuparsi per la propria salute e di non vedersi svalutare di anno in anno le proprie case, le proprie attività.

Nonostante voteremo a favore della delibera non crediamo che questa possa ottenere alcun risultato: la delibera resterà inascoltata o nella migliore delle ipotesi si riaprirebbe una VIA che porterebbe solo a poche nuove prescrizioni, che non cambieranno nulla.

Torno a ripetere che l’unica soluzione è la delocalizzazione se questa non avverrà, se ci fossero ancora emissioni odorigene in paese, e necessaria una diffida da parte del comune che intimi di porre in atto ogni azione per eliminare i cattivi odori provenienti dall’impianto. Nel caso in cui i cattivi odori persistessero crediamo che il comune dovrebbe emettere un’ordinanza di sospensione dell’attività o dovrebbe intraprendere un’azione legale per chiedere la chiusura dell’impianto. Infatti ormai la Corte di Cassazione ha più volte sentenziato che, non essendoci una legge che regola le emissioni odorigene, deve essere applicato il criterio della normale tollerabilità. Quindi, per stabilire l’entità delle emissioni, il mezzo per decidere se queste sono tollerabili o meno sono i cittadini che la subiscono e, ovviamente, la testimonianza diretta delle persone a conoscenza dei fatti, che hanno constatato, con la propria esperienza olfattiva, l’insopportabilità degli olezzi.

La Suprema Corte, nel fornire una interpretazione abbastanza rigorosa della materia, ritiene ciò rilevante non solo ai fini civilistici, per il risarcimento del danno e l’eventuale divieto di reiterazione delle condotte dannose, ma anche ai fini penali: infatti, scatta il reato anche se l’impianto è a norma di legge per quanto riguarda le autorizzazioni relative alle emissioni . Trattandosi infatti di molestie olfattive e non delle emissioni non rileva il fatto che l’impianto sia autorizzato né il dedotto rispetto dei limiti di emissione. Costituisce infatti, principio consolidato della Suprema Corte che la contravvenzione di cui all’art. 674 del codice penale è reato di pericolo, configurabile in presenza anche di molestie olfattive promananti da impianto munito di autorizzazione, e non essendo previste disposizioni specifiche e valori limite in materia di odori, con conseguente individuazione del criterio della STRETTA TOLLERABILITA’ quale parametro di legalità dell’emissione. Viene quindi ribaltata la tesi secondo cui, quando il proprietario dell’impianto rispetta le prescrizioni normative, non sarebbe configurabile alcun dolo da parte sua. Al contrario, per la condanna in sede penale, è sufficiente che l’asticella delle immissioni superi la “stretta tollerabilità”, senza che sia necessario l’intervento di un perito a verificare l’intollerabilità delle stesse. Bastano solo le dichiarazioni di quanti, abitanti nelle zone limitrofe, abbiano riferito di non poter più sopportare gli odori molesti. Lei signor sindaco ha nel suo cassetto una petizione dove alcune centinaia di persone, praticamente l’intera frazione, dichiarano queste cose.

Insomma vorremmo un’Amministrazione al servizio dei cittadini come lo è da sempre il M5S, in questo caso dalla parte dei cittadini di Calzolaro.

Quindi , procediamo con l’approvazione di questa delibera, procediamo con tutte le armi possibili e percorribili, sotto l’aspetto politico, facendo le dovute pressioni nei confronti delle istituzioni che rilasciano le autorizzazioni, ma di fronte ad un nulla di fatto non ci si può e non ci si deve fermare. Quanto stiamo andando a deliberare non deve solo essere un parafulmine per l’Amministrazione, non deve dare l’alibi di poter dire abbiamo fatto tutto quello che c’era da fare quando, ad iter terminato, gli abitanti di Calzolaro si troveranno di nuovo a dover convivere con delle condizioni insopportabili per qualsiasi essere umano. Quando la delibera in questione verrà trattata come lettera morta, l’Amministrazione ha ancora delle carte da giocare e non devono essere prese come una eventualità ma come una certezza: se le emissioni odorigene continueranno un’ordinanza di diffida e l’eventuale ordinanza di chiusura dell’impianto sono  dovute, dovute ai cittadini di Calzolaro, che chiedono, e ne hanno diritto, di tornare a vivere in pace non dovendo lottare quotidianamente con un disagio inammissibile. Questo è secondo noi il percorso da intraprendere e che vedrà il M5S a fianco di chi lo intraprenderà. Diversamente , se null’altro verrà fatto oltre questa delibera , il M5S sarà in prima linea contro chi non vuole assumersi delle responsabilità dovute ai propri cittadini. Sindaco Locchi la nostra mano e quella dei cittadini di Calzolaro sono tese per aiutarla a risolvere questo problema, spetterà solo a Lei se decidere di afferrarle.