CENTRO CULTURALE ISLAMICO : NESSUNA TRASPARENZA DALL’AMMINISTRAZIONE

Ultimamente si è parlato molto di una nuova costruzione nella zona industriale di Umbertide, che è stata motivo di dibattito nel recente Consiglio comunale: un centro culturale islamico. La confusione che aleggia sull'argomento sottolinea la genericità e l'approssimazione con cui è stato trattato questo tema dalla nostra Amministrazione. Non si può impedire ai musulmani e a qualunque altro gruppo che provenga da una cultura diversa dalla nostra avere luoghi di raccolta in Occidente, alla pubblica Amministrazione però spetta studiare come esercitare un certo controllo su tali centri, vista la loro molteplice funzione. Stiamo parlando di un centro culturale e non di una moschea. Perché la costruzione che sorgerà qui è un centro culturale e non un luogo di culto, almeno questo risulta sulla carta, anche se poi il Sindaco si è lasciato sfuggire affermazioni in Consiglio Comunale che fanno intendere che quel luogo sia anche luogo di culto. Nel processo autorizzativo della costruzione di questo centro polivalente, perché di fatto questo è, sarebbe stato ragionevole tener conto anche dei cittadini umbertidesi. Il M5S è a favore della libertà di culto, ma è vergognoso il modo in cui l’Amministrazione ha trattato e continua a trattare questa situazione molto delicata. La passata Amministrazione ha intrapreso un percorso vendendo un terreno comunale ad una comunità islamica, credeva forse che ci avrebbero costruito un CVA come quello di Pierantonio e di Calzolaro? L’attuale Giunta inoltre era già da tempo al corrente del progetto,visto che lo stesso ufficio tecnico aveva comunicato a tutti gli Assessori e al Sindaco che tipo di opera si sarebbe realizzata e come questa avrebbe riguardato importanti e fondamentali trasformazioni sociali e culturali della città. Parliamo di un'opera enorme, che avrà un effetto architettonico notevole, perché la Giunta non ha informato i cittadini umbertidesi o non si mobilita ora a farlo? Si continua a tenere nascosto un progetto importante e di notevole impatto per la comunità umbertidese, e anziché aprire le porte del progetto a tutti, continuano a tenerlo nascosto. Non gli è bastata l’esperienza dell’ex Fornace? Perché non mettere in atto quella trasparenza di cui tanto si parla, ma che qui è mancata, indicendo una pubblica assemblea? L’Amministrazione ha l’obbligo di convocare tutta la cittadinanza ed illustrare nei particolari il progetto, cercando di porre rimedio a questo clima di sotterfugio con cui è stata gestita la vicenda.Questo modo di agire pone in difficoltà la stessa comunità islamica che si vede trattata con sospetto. Perché non affrontare con serenità la questione anziché far finta di nulla, rischiando poi di acuire quel distacco, già purtroppo in atto, tra cittadini di diverse culture?