LE FALDE ACQUIFERE DI UMBERTIDE SEMPRE PIU' INQUINATE

La storia si ripete, come due anni fa quando, a seguito di controlli effettuati da Arpa Umbria, il Sindaco dispose con una ordinanza il divieto di utilizzo dell’acqua proveniente da alcuni pozzi situati in località Borgo Baraglia e nella zona industriale Buzzacchero. Si era riscontrato nei campionamenti delle acque effettuati in queste zone il superamento delle concentrazioni limite di contaminazione di alcune sostanze, tra le quali tetracloroetilene. Una nota dell’Arpa del 9 dicembre scorso informa l’Amministrazione comunale che i valori dei campionamenti delle acque sotterranee analizzate nella zona “ex manifatturiera tabacchi” (per intendersi l’area di Madonna del Moro) presentano il superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione di tetracloroetilene. Due differenti aree di Umbertide, a distanza di due anni, presentano la stessa caratteristica inquinante. Il Sindaco ha emesso ben quattro ordinanze per il divieto di utilizzo di acqua del pozzo ad alcuni residenti e ad una ditta della zona. Quando nel 2014 si verificò il caso dei pozzi inquinati in zona Buzzacchero, il Comune, con una nota, precisò che erano state condotte indagini per identificare le cause ed i responsabili. Sempre il Comune affermò che la somma necessaria per la realizzazione del piano di caratterizzazione, necessario per ricostruire i fenomeni di contaminazione e utile poi per l'eventuale bonifica del sito, ammontava a 65.000 euro. Soldi di cui al momento non si disponeva. Quello che disturba è che mentre l'Amministrazione si prodiga nello spendere soldi per strutture inutili e inutilizzate, come l'edifico ex Tabacchi, non si impegna a reperire risorse, magari anche creare un fondo, per questo tipo di emergenze che toccano la salute di tutti noi.