CENTRO CULTURALE ISLAMICO: NESSUNA RISPOSTA DALL'AMMINISTRAZIONE

“Centro culturale islamico: integrazione e trasparenza per un percorso conoscitivo” Un consiglio comunale sul costruendo Centro culturale islamico sarebbe dovuto servire per affrontare in maniera chiara una questione che ha sollevato forti perplessità, e in quest'ottica il M5S ha ritenuto giusto richiederne la convocazione. Vorremmo ricordare che l’integrazione passa anche per il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati e per l’attuazione di un corretto percorso di partecipazione. Il fine è quello di integrare e non disintegrare. Abbiamo voluto ripercorrere tutto l’iter procedurale in questa sede proprio per avere un confronto serio con la Giunta, e magari affrontare alcuni aspetti che andrebbero chiariti, d'altronde a chi altri dovremmo rivolgerci se non alla Giunta? Tra gli assenti la metà dei consiglieri del partito democratico. L'area occupata dal nascente centro culturale islamico era fino a pochi anni fa una proprietà comunale dove veniva svolta un'attività di aggregazione gestita da associazioni di volontariato locali. La passata giunta, in accordo con i gestori delle associazioni, decise di individuare una zona più consona alle esigenze dell’attività aggregativa e di delocalizzare la struttura su una nuova area. L'amministrazione pertanto propose una variante urbanistica dei terreni occupati da questi servizi per reperire così risorse finanziarie per la costruzione della nuova struttura. E proprio in merito alla vendita dei lotti abbiamo formulato all'amministrazione delle domande per avere dei chiarimenti. Risulta che un primo lotto sia stato assegnato con una gara d'asta al Centro culturale islamico nel 2011, la passata amministrazione era dunque a conoscenza delle intenzioni dell'Associazione islamica? Se sì, perché non ha fatto già da allora partecipe la comunità umbertidese? Successivamente, a fine gennaio 2013, l'Associazione fece richiesta per delocalizzare il lotto assegnato e chiese di acquistare un'ulteriore rata di terreno all’interno del medesimo comparto. La giunta i primi di febbraio 2013 con propria deliberazione accoglieva questa istanza e approvava una variazione planimetrica e distributiva dei lotti. Perché non è stata indetta una nuova gara d’asta per l'assegnazione dell’ulteriore rata di terreno? E perché il tutto è stato stabilito con una delibera di Giunta senza che vi sia stato un passaggio in Consiglio comunale? La stessa Amministrazione in una nota del 30 aprile 2016 affermò che l'acquisto dei due lotti da parte dell'associazione avvenne attraverso asta pubblica, affermazione che sembrerebbe smentita dagli atti. Quando il primo lotto di terreno è stato spostato su un altro sedime vi è stato o meno un adeguamento di prezzo? Attendiamo dei chiarimenti dalla stessa amministrazione visto che non ci sono stati forniti in Consiglio comunale.

 

24.06.2016