ALLE PAROLE SEGUANO I FATTI

A cosa può servire oggi un referendum consultivo a distanza di 5 anni dall'inizio del procedimento amministrativo che vede la realizzazione del nuovo centro islamico di Umbertide? A nulla, se non a prendere in giro ulteriormente i cittadini, questa è la realtà e ci dispiace se a qualcuno tali affermazioni non piacciono, ma di fronte all'uso improprio che è stato fatto finora di questo argomento è bene essere chiari e non alimentare maggiore confusione. Avremmo certamente preferito informare i cittadini umbertidesi molto prima, ma purtroppo non eravamo ancora presenti in Consiglio comunale, si chieda piuttosto conto alla passata giunta e all'attuale della loro mancata trasparenza e partecipazione sulla vicenda, che certamente meritava una gestione migliore. Esiste un vuoto normativo sulla questione relativa alla costruzione dei centri islamici e delle “Moschee”; nel caso specifico di Umbertide, se leggiamo i documenti si trova scritto Centro culturale islamico, ma a sentire i nostri politici locali, come pure lo stesso Sindaco ha affermato più volte, si parla di Moschea. Questo alimenta forti dubbi, ci si maschera dietro centri islamici, ma in realtà si vuole aggirare la norma e ci troviamo di fronte a luoghi di culto veri e propri? Sarebbe ora di sanare questo contrasto e non mobilitarsi quando ormai il tutto è stabilito. Questo è il modus operandi di chi ha fatto politica sinora, noi pretendiamo di più, maggior rispetto per i cittadini e maggior chiarezza e che si dia seguito con i fatti al tanto parlare. Cosa possiamo fare oggi? Possiamo pretendere dalla giunta comunale e dall’associazione islamica di Umbertide che venga divulgata la lista dei finanziatori, un piano finanziario fino alla fine della costruzione del centro culturale e soprattutto si rediga un nuovo statuto del centro culturale islamico di Umbertide, statuto, discusso e condiviso con la popolazione di Umbertide. Le chiacchiere sul nulla le lasciamo agli altri.

11.08.2016