INTERVENTO DELLA NOSTRA PORTAVOCE SUL BILANCIO DI PREVISIONE 2017

CONSIGLIO COMUNALE DEL 28 MARZO 2017

Ogni anno, all'approvazione del bilancio di previsione, per noi del M5S si tratta ormai del quarto bilancio di previsione, ci ritroviamo a valutare attentamente ogni suo aspetto, e sinceramente noi non vediamo cambiamenti, quattro sono i bilanci di previsione che abbiamo analizzato e possiamo affermare che tutti ci appaiono inalterati. Potrei tranquillamente riprendere il discorso dell'anno prima e ripetere pari pari quanto detto, perché di fatto questo bilancio non presenta nulla di nuovo, è lo stesso, con gli stessi limiti e le stesse criticità. Ora voi potreste controbattere dicendo che dall'opposizione ci si aspetta solo questo, critiche feroci, prive di qualsiasi fondamento, verso l'operato dell'amministrazione, sostenendo che in fondo è il gioco delle parti, è importante però che capiate un concetto molto chiaro, qui ciò che si contesta sono le idee, i progetti, di cui questo bilancio come quelli precedenti, è privo. Un bilancio di previsione dovrebbe raccontare quello che un'amministrazione vuole realizzare, i progetti che vuole lasciare alla sua comunità, si deve fare portavoce delle esigenze dei suoi cittadini, cercando di rispondere a quelle che sono le loro richieste, e non essere un bilancio di sopravvivenza. Qui ritorna un nodo fondamentale, la partecipazione dei cittadini alla stesura di un bilancio. Questa è del tutto assente, ed ecco che quando leggo affermazioni, fatte anche da organizzazioni sindacali del territorio, che parlano di “valutare positivamente il percorso partecipativo che è stato attuato, teso a favorire la consapevolezza nei cittadini delle scelte operate e a facilitare la conoscenza e l’accesso ai servizi offerti nel territorio comunale”, ho enormi difficoltà a capire di quale percorso si stia parlando. Innanzitutto sganciamoci da questa visione del bilancio inteso come argomento difficile e decifrabile solo da esperti, questo perché, come ho ribadito più volte in questo consesso, il bilancio è l'atto politico più importante, è il programma di governo dell'amministrazione comunale e i cittadini, visto che sono gli utenti e i finanziatori dei servizi pubblici, devono avere voce su questa materia. Pertanto il bilancio partecipativo diventa uno strumento fondamentale per coinvolgere i cittadini nelle scelte dell'amministrazione, un chiaro esempio di democrazia diretta, che permette maggiore trasparenza e controllo nell'impiego delle risorse. Questo bilancio, così come quelli che lo hanno preceduto, è una semplice presa d'atto, non si capisce che strada si voglia intraprendere, sembra che ogni anno si brancoli nel buio, sempre in attesa di un qualcosa che dovrebbe arrivare, interventi che sono nel programma triennale delle opere pubbliche dagli anni indietro e ancora non hanno visto inizio, opere che troviamo inserite in un piano per poi vederle sparire nel piano dell'anno successivo. Come si può prendere seriamente in considerazione questo programma se ogni anno è oggetto di modifiche e rivisitazioni che vedono spostare interventi di anno in anno, ancora si attende la realizzazione della serra per i ragazzi disabili, annunciata ormai da ben 6 anni, inserita già nel piano triennale delle opere pubbliche 2016/2018 per l'anno 2016, e presente anche in questo nuovo piano, vedremo mai la sua realizzazione?

Troviamo poi un ulteriore intervento di 449.790,21 euro destinato all'area PUC2, dove circa 80mila euro saranno usati sull'edifico ex tabacchi per il miglioramento acustico e per realizzarvi una cucina ed un bar. Ora, capisco che quanti hanno incentivato e voluto fortemente questo progetto possano risentirsi e non apprezzare certe critiche, ma mi pare più che legittimo chiedere come mai non si pensò fin da subito alla sua utilità, a cosa destinare questo immenso scatolone vuoto che così tanto ci è costato e ci costa? Cosa ce ne facciamo di questo ennesimo monumento? Uno spot celebrativo? Quando certamente energie e risorse si sarebbero potute investire nel miglioramento e adeguamento, o ricostruzione in certi casi, di edifici scolastici, abbiamo una scuola materna e asilo nido (la scuola Morandi) che ha un tetto in amianto, una scuola che fino a poco tempo fa era frequentata da bambini, prima che venisse chiusa perché inagibile, perché non si è pensato mai a bonificarla? Perché quei soldi usati per l'ampliamento del nido non sono stati spesi diversamente, magari per migliorare la struttura della scuola già esistente, che cosa ci facciamo di quel pezzo nuovo, fermo dal 2012 e che ci è costato 130mila euro e ancora altro ci costerà visto che deve essere adeguato al nuovo progetto. Ora ci troviamo a dover aspettare un finanziamento dalla regione, dove ancora siamo in graduatoria, per la ristrutturazione o ricostruzione (non si è ben capito visto che fino all'anno scorso si parlava di ricostruzione ora nel piano attuale di ristrutturazione) della struttura che costerà circa 2.840.000,00. Poi dobbiamo accendere mutui per la ristrutturazione di altri edifici scolastici, magari se i soldi a disposizione fossero stati investiti meglio prima, il mutuo da richiedere sarebbe stato inferiore, chissà. Sempre nel piano delle opere pubbliche troviamo per questa annualità, di nuovo, la realizzazione di una nuova viabilità nella frazione di Calzolaro; ricordo che questa era la condizione sine qua non per concedere l'ampliamento al trattamento dei rifiuti ad una certa azienda, oltretutto proprio recentemente un camion che trasportava materiale a questa ditta ha provocato un incidente proprio lungo la via principale di Calzolaro, coinvolgendo diverse macchine parcheggiate, per fortuna vista anche l'ora in cui è avvenuto, non ha coinvolto nessun civile. Questo episodio conferma l'urgenza dell'intervento e sinceramente viene da chiedersi, come mai non ci sia stata lungimiranza da parte delle varie amministrazioni che si sono succedute negli anni poiché dal momento che l'azienda continuava ad espandere la sua produzione, sotto gli occhi dei nostri amministratori, non si sia pensato per tempo di mettere in discussione innanzitutto l'ubicazione dell'azienda e valutare una viabilità alternativa al traffico all'interno del paese.

Riduzione della pressione fiscale, investimenti sul territorio e mantenimento dei servizi, la cantilena è sempre la medesima, nel caso della Tasi ad esempio sono le aliquote massime che avete potuto applicare, visto che la sua abolizione sull'abitazione principale è stata disposta dalla legge di stabilità e, sempre questa, fissa un tetto massimo di Tasi ed Imu al 10,6%, quello che poi viene applicato qui. Nel caso della Tari ci troviamo con una diminuzione dei giorni di raccolta della carta sia nel capoluogo che a Pierantonio, che da settimanale passa a quindicinale, giustificando tale scelta, voluta, con una pulizia più approfondita delle strade. Siamo certi che il taglio non sia superiore? Perché passare una volta in più con la spazzatrice, in due vie principali del capoluogo, comporta un aumento di tempo notevolmente inferiore a dover ritirare la carta su tutta Umbertide e Pierantonio.

La nota integrativa al bilancio e il documento unico di programmazione, sembrano dei meri trattati tecnici, privi di anima, sterili dichiarazioni di intenti. Di nuovo, come l'anno scorso, nella presentazione del documento unico di programmazione si parla di “scelte impegnative e coraggiose” fatte in questo bilancio previsionale; ancora una volta vorremmo capire quali sono queste scelte coraggiose, il documento non è altro che una ripetitiva dichiarazione di intenti, quali sono gli obiettivi strategici? Come si pensa di raggiungerli? Quali sono gli interventi o le misure correttive che si intende adottare? Siamo tutti consapevoli di quanto sia infelice lo scenario finanziario attuale, ma questo il bilancio non ci venga presentato come un atto di coraggio, questo è un atto di sopravvivenza. Dove sta la pianificazione se non appena si fiuta qualche finanziamento si corre in quella direzione, e interventi che dovrebbero essere intrapresi da tempo vengono per il momento accantonati? Ci sembra che la confusione sia tanta, soprattutto quando si confonde il concetto di obiettivo con il concetto di attività ordinaria.

Questo è il bilancio di una maggioranza che ha esaurito le risorse e la propria capacità progettuale, un bilancio verso il quale esprimiamo convinti voto contrario.