SULLA SICUREZZA NON SOLO AZIONI DIMOSTRATIVE

Nel pomeriggio di martedì c'è stato un controllo da parte delle forze dell'ordine (carabinieri, polizia e guardia di finanza) nella zona del Parco Ranieri, che ricordiamo essere stata teatro di una sparatoria la vigilia di Pasqua.

Da quanto si apprende dalla stampa l'operazione investigativa si è conclusa con l'arresto di uno spacciatore particolarmente attivo sul territorio.

Un caso isolato? Sarebbe ingenuo e ottimistico pensarlo, l'azione di martedì è la prova che la situazione nel nostro paese è grave e che non vi è garanzia di sicurezza.

Il degrado urbanistico inizia anche dove vi è mancanza di sicurezza, e luoghi che dovrebbero essere deputati a sviluppare relazioni sociali diventano terra di nessuno.

La sicurezza che dovrebbe essere un diritto dei cittadini è ormai avvertita come un qualcosa di incerto e lontano.

Non si può soprassedere su quelle che sono le responsabilità politiche, la superficialità con la quale è stata trattata negli ultimi anni la questione sicurezza nella nostra città sta mostrando i suoi risultati. L'imposizione di scelte politiche stanno disgregando il senso di comunità che fino ad un recente passato contraddistingueva la nostra città. Continuare a far credere che vada tutto bene aggrappandosi a dati statistici spiega come chi ci amministra sia lontano dalla realtà e dalla gente.

Ribadiamo la necessità di avere presidi costanti almeno della Polizia municipale in modo da controllare perennemente il nostro territorio e non interventi sporadici, altrimenti il tutto si riduce ad azioni dimostrative che servono solo per dare un segnale di presidio del paese.

La disgregazione sociale, le divisioni tra etnie, la mancanza di condivisioni culturali, religiose e sociali si stanno abbattendo colpo su colpo, giorno dopo giorno sulla vivibilità di Umbertide.

L'amministrazione piuttosto che giustificarsi di fronte all'opposizione lavori in maniera seria e costante sull'obiettivo che, come afferma, si è posta già da tempo come prioritario, si faccia un “mea culpa” e rifletta, lei che per troppo tempo è stata cieca e sorda di fronte al grido di aiuto di una comunità.

11.05.17