FATTI, NON PAROLE.

Il giorno 1 settembre si terrà presso la Regione la conferenza dei servizi per la modifica sostanziale dell’autorizzazione concessa alla ditta Splendorini Molini Ecopartner per il trattamento di rifiuti non pericolosi. La questione relativa a questo impianto è stata seguita dal M5S sin da quando nel maggio 2015 venne presentata la richiesta da parte dell’azienda di Calzolaro di ampliare la propria produzione da 21.000 a 60.000 tonnellate. Già allora il M5S si adoperò per impedire che venisse concesso un ampliamento così elevato ad un’azienda che opera proprio a ridosso di un centro abitato, e presentò delle osservazioni al progetto stesso. Nella conferenza dei servizi del 6 novembre 2015, che concesse l’autorizzazione al trattamento fino a 50.000 tonnellate, non si tenne conto delle osservazioni avanzate dal M5S. Nonostante questo il M5S ha sempre sostenuto la necessità di delocalizzare l’impianto ribadendo tutte le criticità che una tale lavorazione, posta all’interno di una frazione, comporta. Nel frattempo i monitoraggi effettuati da Arpa su questa zona hanno fatto emergere una situazione grave, spingendo l’Arpa stessa già dal 2016 a richiedere la modifica dell’autorizzazione. Il mese scorso è uscito uno studio condotto da Arpa, a seguito dei sopralluoghi del personale dell’Arpa e degli agenti della Polizia Municipale, che evidenzia “un disturbo olfattivo conclamato e persistente…. e la presenza di odori disturbanti di difficile tollerabilità."
Sulla base di questa relazione si è così giunti ad indire una nuova conferenza dei servizi, quella appunto del 1 settembre. Il M5S si è subito mobilitato presentando le proprie osservazioni. Ricordiamo che le osservazioni ad un progetto possono essere presentate da chiunque (comitati, partiti, singoli individui). Oltre al problema degli odori molesti il M5S ha presentato contestazioni sulla determinazione con la quale è stato concesso l’ampliamento, sulla determinazione con cui è stata evitata la Valutazione ambientale, dove, a nostro avviso, non viene rispettata la legge regionale, abbiamo contestato i problemi di viabilità ed infine abbiamo contestato quello che secondo noi è un gravissimo errore sulla tipologia di rifiuti che si possono trattare. Tutto questo ci ha portato a chiedere di nuovo la delocalizzazione della ditta in una zona lontana da civili abitazioni dove, utilizzando le buone pratiche e le prescrizioni della legge, non recherebbe problemi a nessuno Siamo curiosi di sapere se tutte le altre forze politiche di Umbertide e Città di Castello abbiano fatto lo stesso, se alle chiacchiere di questi mesi abbiano dato seguito con i fatti o sia stato il solito cicaleccio estivo.

28.08.17