MOSCHEA O CENTRO CULTURALE ISLAMICO?

Apprendiamo dalla stampa che recentemente è stato firmato un protocollo d'intesa tra il Comune di Umbertide, la Prefettura di Perugia e l'Associazione Centro culturale islamico di Umbertide. Il Sindaco ha tenuto a sottolineare il grande impegno dell'Amministrazione per arrivare a questo risultato, l'amministrazione che si assurge a paladina “della libertà di espressione e di culto e di tutelare la sicurezza dei cittadini, favorendo una reale integrazione tra le varie comunità presenti sul territorio.”

Ora a fronte di queste affermazioni dei dubbi sono legittimi visto che molti interrogativi rimangono sospesi e i comportamenti della nostra Amministrazione sono stati alquanto incoerenti. Perché si continua a battere sul concetto di libertà di culto se sulla carta questa struttura è un centro culturale islamico e non una moschea? L'autorizzazione riguarda la costruzione di un centro culturale e non di un luogo di culto, lo stesso PRG non prevede che il terreno sia destinato a questo, ma, a quanto pare, la nostra Giunta sembra non cogliere la distinzione.

Si parla ora di un protocollo d'intesa senza neppure un coinvolgimento del consiglio comunale quando proprio in commissione, ben un anno fa, il Sindaco assicurò che si sarebbe affrontata nuovamente in commissione la questione di una convenzione con l'associazione islamica, proponendo persino di creare una commissione tecnico-scientifica che avesse competenze in merito, composta da esperti e storici del settore. Tuttora l'Amministrazione tace sul fatto che il capo di una comunità religiosa e di un’associazione risulta, stando a quanto riporta la stampa, indagato dalla procura. Ora si cerca di correre ai ripari con la firma di questo protocollo, ma basterà? Ribadiamo il fatto che si sta dialogando solo con una parte della comunità islamica. Lo stesso Sindaco sempre nella commissione dell'anno scorso ha riconosciuto quanto noi affermiamo da tempo sulla composizione dei cittadini di origine islamica residenti ad Umbertide: “una parte non ha nessun credo religioso, una seconda fa riferimento all’attuale Imam Chafiq El Oquayly ed una terza, ben integrata nella società locale, che non riconosce appieno l'attività riferita al Centro culturale islamico.”

Quindi il più grande centro islamico del territorio è in mano ad una piccola fetta della comunità islamica presente nel nostro Comune. D'altronde, per stessa ammissione dell'Amministrazione, se la comunità islamica è formata da 2.000 persone e 800 persone concordano con la costruzione del centro, significa che i restanti 1.200 sono i contrari?

22.10.17