GRAZIE PD

In un recente servizio sul costruendo centro culturale Islamico emergono degli aspetti che mettono in contraddizione l'intera vicenda relativa alla struttura.
Innanzitutto si ribadisce più e più volte che la struttura prevederà un’area destinata alla preghiera. Vorremmo ricordare che in base al piano regolatore dell’area in cui la struttura è collocata, non è prevista la possibilità di erigere luoghi di culto. Di nessun tipo. Per questo si parla (o meglio, si dovrebbe parlare) di centro culturale islamico e non di moschea.
Il fatto di aver finalmente ammesso apertamente che l’edificio sarà un luogo di culto e di preghiera pone in primo piano la questione relativa alla regolarità dello stesso visto che, appunto, non è consentito erigere edifici che abbiano una destinazione d’uso diversa da quella prevista dal piano regolatore. Dovremmo quindi aspettarci a breve un cambio destinazione d'uso?

Un altro aspetto che ci è parso quantomeno curioso è questa improvvisa apertura e sbandierata trasparenza. Fino a ieri ogni tentativo di far chiarezza su alcuni aspetti ritenuti di fondamentale importanza per l’intera comunità Umbertidese (primo fra tutti quello relativo all’origine dei finanziamenti) hanno trovato un muro di gomma sia da parte dell’Imam che da parte della passata amministrazione. Ricordiamo i numerosi tentativi da parte del Movimento 5 Stelle di far chiarezza sull’origine dei finanziamenti, conclusi con un nulla di fatto.
Persino alla presentazione del protocollo di intesa tenutasi lo scorso novembre non è stata in alcun modo coinvolta la cittadinanza. È stata l’ennesima estromissione dei cittadini dalla possibilità di ricevere informazioni su qualcosa che li riguarda e li tocca direttamente. Si è trattato di un evento per soli “addetti ai lavori” mentre la cittadinanza è stata esclusa non solo dalla possibilità di essere informata, ma anche dal poter fare domande o esprimere le proprie opinioni. Sempre nell'intervista si dice che l’inaugurazione dell’edificio è prevista da qui ai prossimi 3 mesi. Un fulmine a ciel sereno conseguenza del fatto che, come si diceva, questa trasparenza tanto sbandierata nel servizio evidentemente fino ad oggi non c’era mai stata e fa apparire il contenuto dell’intervista uno sterile spot autocelebrativo volto più a “far digerire” alla cittadinanza questa costruzione. La trasparenza a cose fatte puzza di presa in giro.

06.04.2018