ALZIAMO LA TESTA

In un'Italia dove i cittadini sembrano aver perso la sovranità della nazione cominciamo con il riprenderci Umbertide. Ripartire dal nostro comune che per settanta anni è stato amministrato come un sultanato, senza trasparenza e partecipazione, sarebbe il segno di un popolo che rifiuta i poteri forti per riprendersi la sovranità.
Proprio questi giorni l’ex sindaco, destituito dall’inciucio tra PD e Umbertide Cambia, ci ha spiegato in un comunicato stampa che il PD ha “ un gruppo dirigente composto da pavidi ed arroganti incapaci come quello che esprime oggi il PD di Umbertide” ed ha scelto come slogan “Cittadini, non sudditi” a confermare che fino ad ora siamo stati sudditi. Se lo dice lui c’è da fidarsi visto che come riporta un comunicato del PD l’ex sindaco “per venti anni ha svolto tutti i ruoli all'interno dei DS e poi del PD” per poi continuare “come può criticare lo stesso gruppo dirigente del quale è stato membro?”. Forse può criticarlo proprio perché lo conosce bene?

Non basta cambiare le persone se poi la sostanza resta la stessa. Oggi tutti si presentano come figure indipendenti da quel partito che per anni ha governato la nostra città, con in mano la ricetta magica per risollevare le triste sorti di questo paese, invocano sentimenti di rinnovamento e di comunità, dopo che per anni è stata condotta una politica di chiusura e di autocelebrazione, dove vigeva la regola del comandiamo noi e voi non contate nulla, dove la parola trasparenza, oggi tanto invocata, non stava neppure nel loro vocabolario, dove si imperava e non governava.
Oggi inizia la "rivoluzione delle matite " per far sentire la nostra voce a partire dal governo locale per vincere contro coloro che dicono di cambiare tutto perché niente cambi.

Quello che sta accadendo a livello Nazionale, che in grande rappresenta esattamente la situazione di Umbertide, è la solita elite che sta facendo barricate per mantenere il potere, che usa la Democrazia e la burocrazia in modo distorto e ostacola chi osa esporsi o alzare la testa. Ecco perché è ora di #ALZARELATESTA.

28.05.18