AUTO IN CENTRO Sì O NO?

Auto in centro sì o no?

Questo è l'ultimo tormentone umbertidese, almeno in base ai botta e risposta che leggiamo in questi giorni sulla stampa tra l'ex partito di maggioranza, il Pd, e la nuova maggioranza, la Lega. Ancora però non vi è nessuna delibera di Giunta che ufficializzi la cosa. Si parla di una eventuale riapertura al traffico di piazza Matteotti, riapertura, tra l'altro, tanto sostenuta dai commercianti della piazza e mai realizzata dalle precedenti amministrazioni.

Al di là se ciò troverà o meno riscontro, è giusto fare delle considerazioni, siamo così sicuri che la riapertura del traffico produca dei vantaggi anche e soprattutto per le attività del luogo?

La tendenza degli ultimi anni ha visto i centri storici liberi dal traffico, magari si è privilegiato (ma non è il caso di Umbertide, figuriamoci!) sostenere le piazze attraverso altre iniziative. La riapertura alle auto è certamente una decisione estrema, e secondo noi non certamente risolutiva. Riportare le auto in centro non è un passo avanti, ma sono dieci indietro.
Perché piuttosto non si è pensato a migliorare l'arredo urbano della piazza e magari programmare iniziative periodiche e non eventi sporadici? Riqualificare un centro storico significa anche riportare gente a frequentarlo e il perdurare della chiusura del palazzo comunale non aiuta di certo.
Sappiamo che in passato sono stati donati vari soldi, per l'esattezza 50 mila euro, per il progetto Expo in centro storico. Ricordiamo ancora quando l'ex sindaco Locchi e la sua giunta (che in parte ritroviamo anche in quella attuale) con tanto di conferenza stampa celebravano questo progetto cofinanziato da Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e Comune e che era “finalizzato a valorizzare e rilanciare il centro storico cittadino”.
Be' ancora oggi non abbiamo capito come siano stati spesi. L’obiettivo doveva essere quello «di migliorare la qualità e la vivibilità del centro storico e al contempo favorire la nascita di nuove attività commerciali.
Quali miglioramenti ci sono stati? Ancora oggi ce lo chiediamo e attendiamo una risposta.
Per anni la piazza della nostra città stava morendo piano piano e le amministrazioni passate stavano a guardare, inermi. Il partito che ha governato per anni questo paese si mobilita solo ora che è all'opposizione.
Gli stessi, che fino a ieri tacciavano di populismo chi ha sempre sostenuto l'utilità di ricorrere a forme di consultazione popolare, ora invocano l'uso di tali strumenti per mero opportunismo politico. Anziché ideare inutili manifesti si sarebbero dovuti muovere quando avevano tutti i poteri per farlo.

Dall'altra abbiamo un partito di maggioranza che tramite il suo segretario rinnega l'istituto del referendum quale strumento per capire gli umori della popolazione in merito a questo tema. Non era proprio la Lega che invocava proprio un referendum sulla moschea e raccoglieva proprio per questo firme durante banchetti in piazza? La democrazia ci offre degli strumenti ai quali tutti possono ricorrere e non vanno invocati solo quando ci fa comodo.
Perché piuttosto non si ragiona e confronta su che tipo di città vogliamo diventare. Noi vorremmo costruire una città che sia vivibile e fruibile da tutti, dove le barriere architettoniche siano abbattute, dove cresca la cultura del muoversi a piedi e in bici, dove ci siano luoghi decorosi con un nuovo arredo urbano. Dobbiamo essere noi cittadini per primi che ci riappropriamo dei nostri spazi, vivendoli.

 

30.10.18