Mozione sul piano di intervento per la rimozione eternit.

CONSIGLIO COMUNALE DEL 11 NOVEMBRE 2014
 
 
Al Presidente del Consiglio Comunale


Al Sindaco del Comune di Umbertide

 

OGGETTO: PROPOSTA DI ADOZIONE DI UN PIANO DI INTERVENTO SULLA QUESTIONE RIMOZIONE ETERNIT

In relazione a quanto chiesto da altri colleghi a questa Giunta e al Sindaco, circa il loro impegno e le misure da adottare a fronte della enorme quantità di amianto presente sul nostro territorio, e considerate le personali responsabilità, che gli derivano dal "ruolo", nei confronti della tutela della salute pubblica,

riteniamo


che sia indispensabile affrontare seriamente, con impegno e determinazione, questo problema divenuto ormai impellente. Un problema che da sempre è stato volutamente ignorato dalle passate amministrazioni. Oggi, noi tutti, siamo chiamati a garantire il proprio impegno e a dare il proprio contributo di idee, vi è in gioco la salute dei cittadini.
La vetustà rende i pannelli di eternit estremamente minacciosi, perché diventano più friabili. Stiamo parlando di un materiale altamente cancerogeno. Bisogna, quindi, compiere un atto politico che è anche un atto di coraggio e di coerenza, intraprendere un percorso comune e condiviso da tutte le forze politiche: l'amianto deve essere ritenuto un nemico comune.
Per quanto ci riguarda, a dimostrazione che non amiamo fare polemiche sterili fine a se stesse, e che riteniamo il dialogo e il confronto gli unici mezzi per addivenire a soluzioni condivise e finalizzate al bene comune, noi proponiamo un "PIANO NO-AMIANTO". Si tratta di un piano organico e articolato teso a definire:
-modi di operare,
-risorse,
-obiettivi,
-interventi,
-priorità e tempi.

 

Un piano che chiede l'impegno e il coinvolgimento dell'amministrazione e di altre istituzioni ed uffici. Altri attori sono: l'ufficio tecnico, ASL e strutture sanitarie, ARPA,strutture sindacali, lavoratori, associazioni, amministratori di condominio, scuola, imprese edili e aziende (ve ne sono molte)che operano in capannoni coperti da eternit.
In modo molto sintetico possiamo dire che gli step da seguire sono i seguenti:
a) formare e responsabilizzare una commissione che abbia: professionalità legale-scientifica, che sappia fare informazione e formazione, fare rete e coordinare gli attori del piano, interagire con altre istituzioni, reperire fondi, verifiche e controlli in sinergia con il COR (centro operativo regionale) e il funzionario responsabile della rilevazione dei casi di mesotelioma e dell'accertamento della pregressa esposizione ad amianto.
b) mappatura completa e puntuale dell'amianto, anche attraverso l'autodenuncia dei privati, chi non la fa non potrà beneficiare di eventuali agevolazioni. Pensiamo ad un "contributo ambientale" ovvero un risparmio sulla TARI per tre/quattro anni per chi esegue lavori di bonifica al proprio edificio. Uno smaltimento agevolato anche in favore delle riserve idriche in eternit. Tra gli anni '80 e '90 la carenza di acqua ha costretto molti cittadini a dotarsi nelle proprie abitazioni di riserve con autoclave da usare durante i periodi di siccità, tali riserve prima dell'avvento del politilene erano in eternit e probabilmente molti ancora saranno in uso.
c) verifiche dello stato dell'amianto
d) assegnare un indice di priorità di intervento ai siti, dove viene rilevata la presenza di amianto, in base a parametri precisi (siti pubblici, privati, blocchi di appartamenti, quantità e stato dell'elemento) in modo da fissare una scala d'urgenze.
e) formazione di un elenco delle imprese abilitate alla rimozione dell'amianto e dei materiali che lo contengono.
f) l'ufficio tecnico obbliga, attraverso una precisa normativa, i professionisti e le imprese che chiedono licenze, a qualsiasi titolo, per eseguire lavori edili di segnalare la presenza di amianto. Bloccando l'impresa se non ha competenze. La cartografia dell'amianto deve diventare un documento da allegare obbligatoriamente alle richieste lavori fatti a qualunque titolo.
g) la cartografia deve diventare strumento indispensabile per qualsiasi intervento. Pensiamo agli interventi di demolizioni, di manutenzioni, ristrutturazioni, ecc. Pensiamo anche agli interventi dei pompieri, o eventuali catastrofi, vedi terremoto de L'Aquila, Irpinia, quello del 1997 proprio qui in Umbria, in tutti questi casi vi sono state tonnellate di macerie inquinate da amianto e migliaia di persone hanno lavorato senza nessuna protezione perché ignare del pericolo.
h) individuazione di un sito per lo smaltimento dell'amianto.
i) reperimento di fondi regionali, statali ed europei per l'ambiente e per l'energia, (utilizzo dei pannelli solari in sostituzione dei pannelli in eternit).
l) avuto la certezza dei fondi si opera tenendo conto dell' indice di priorità, e per i privati si può pensare ad incentivare economicamente i lavori di bonifica ad iniziare dai capannoni industriali, condomini, ecc.
m) alla commissione va anche affidato in compito, in collaborazione con il COR e le strutture sanitarie, di redigere un registro delle persone esposte all'amianto. . L'obiettivo è quello di migliorare il quadro conoscitivo dei fenomeni e, in futuro,finalizzare i dati raccolti alla prevenzione delle patologie dovute all'esposizione e alla diagnosi precoce del mesotelioma maligno.
n) in collaborazione con l'ASL e le strutture ospedaliere definire un protocollo diagnostico per le persone esposte, o che sono state esposte.
o) informare i cittadini dei rischi derivanti dall'esposizione sia professionale, sia per ragioni ambientali.
p) considerato che Umbertide risulta essere la città più inquinata dell'Umbria mettere allo studio un piano diagnostico per quei cittadini che hanno una esposizione ambientale indebita, anche se non professionale, in relazione "all'indice di priorità" assegnato al sito. L'ARPA ha redatto una pianta del territorio dove sono evidenziate le città con presenza di amianto, usando una scala di colori per indicare il livello di inquinamento. Il colore rosso è stato scelto per indicare il livello più alto di inquinamento da amianto. L'unico comune umbro ad essere di colore rosso è Umbertide. Tenendo sempre conto dei dati dell'ARPA, aggiornati al 2008, riportiamo alcune cifre: per i siti pubblici 45.500 mq pari a circa 3000 tonnellate, per gli edifici privati 277.000 pari a circa 18.000 tonnellate, tutto ciò escludendo canne fumarie, cisterne per l'acqua, tubazioni e condutture.
Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle

impegna questa Amministrazione


ad approvare questo piano di intervento e a dare inizio alla bonifica dell'ambiente e a tutelare seriamente la salute pubblica. Vogliamo anche ricordare che realizzando la bonifica e lo smaltimento si innesca tutta una serie di attività che possono dare un impulso positivo all'economia locale. Si creerebbero opportunità di lavoro per professionisti, operai, imprese specializzate o, se non lo sono, spingerle a specializzarsi, generare energia autonomamente e dare un decisivo impulso al fotovoltaico, con tutti i risvolti positivi che se ne potrebbero trarre da punto di vista economico, ambientale e di risparmio energetico. Possiamo trasformare un problema in opportunità di sviluppo e di rilancio economico al servizio della salute del cittadino.

 

Umbertide, 9/10/2014

I Consiglieri Comunali

 

Valentina Pigliapoco

 

Michele Venti