INTERVENTO SULLA ELEZIONE DEI CONSIGLIERI DI QUARTIERE

DAL CONSIGLIO COMUNALE DEL 29 APRILE 2015

 

Si legge nel sito del nostro Comune a proposito dei Consigli di quartiere: I consigli di quartiere sono gli strumenti per promuovere la partecipazione e la consultazione dei cittadini. Il consiglio di quartiere rappresenta le esigenze della popolazione locale nell'ambito dell'unità del Comune.
Sarebbe opportuno però, alla luce di quanto emerge finora sulla loro azione nel nostro territorio, riformulare l'espressione in questa maniera:
I consigli di quartiere dovrebbero essere gli strumenti per promuovere la partecipazione dei cittadini, dovrebbero essere i consigli dei cittadini volontari che fanno da interfaccia tra territorio e Comune; dovrebbero dunque farsi portavoce delle esigenze della popolazione locale.
Purtroppo con il tempo sono stati svuotati di significato, ed ora non fungono che da paravento tra i cittadini e l'amministrazione, i cittadini per le mancanze dell'amministrazione accusano i consigli di quartieri di inconcludenza e incapacità, questi, a loro volta, vengono usati dall'amministrazione come elemento ornamentale, per lo più neppure ascoltato, tant'è che con il tempo i consiglieri che lo compongono, che con impegno portavano avanti questo compito, hanno perso la speranza di vedersi concretizzare le richieste dei singoli quartieri. Questi Consigli dovrebbero essere composti da cittadini volontari, desiderosi di partecipare in maniera attiva al miglioramento del proprio territorio, ma ad oggi ci sembrano essere solo una composizione eterogenea di sentinelle scelte in maggioranza dal partito dominante, più con la funzione di guardiani che come cittadini volti a realizzare azioni concrete con il supporto dell'Amministrazione. Risultato? Scarsa affluenza nei confronti di questo organo, che viene ritenuto dalla popolazione inefficace.
Alla richiesta da parte del partito della maggioranza di fornire dei nominativi per comporre i consigli di questo comune, il M5S Umbertide ha rifiutato l'invito, sottolineando queste carenze e mettendo in dubbio lo stesso assetto dei consigli di quartiere. Avremmo preferito che ci fossero state candidature spontanee e non dettate dalla politica locale. Non si può parlare di partecipazione quando di fatto non vi è, la partecipazione è un processo che va costruito giorno per giorno, coinvolgendo realmente le persone che vivono nel territorio, ascoltando realmente le loro istanze e cercando una soluzione comune per il miglioramento del proprio luogo e del vivere civile. Per far questo serve innanzitutto mostrare ai cittadini un cambio di rotta, realizzare nel concreto iniziative che portino ad una fattiva collaborazione tra istituzione e cittadini, risvegliare le coscienze al senso civico, al non delegare più, ma al farsi portavoce seri dei bisogni della propria zona. Quando si avrà riacquistato questa consapevolezza, questo senso di unità, e aggiungo, anche senza paura di esporsi, abbandonando ogni campanilismo politico, si potrà procedere verso un percorso reale di partecipazione, fuori, ripeto, da ogni ideologismo politico.