DISCORSO DI INSEDIAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE

INSEDIAMENTO CONSIGLIO COMUNALE DEL 16 GIUGNO 2014

Sig. Sindaco
Sig. Presidente
Sigg. Assessori
Sigg. Consiglieri
Sigg. Cittadini tutti
Ci si lasci formulare, a tutti voi, a nome nostro e di tutti gli attivisti del M5S, le nostre congratulazioni per l’importante incarico che vi è stato affidato dal popolo umbertidese, con l’auspicio di un proficuo e cospicuo lavoro.
Per quanto riguarda noi, invece, ci dichiariamo altamente onorati di far parte di questo consesso. Per noi quest’aula ha e conserva ancora una sua sacralità istituzionale. Per noi è il luogo ove tutto ciò che verrà determinato dovrà essere il risultato del confronto, del dialogo, delle idee, delle proposte e delle responsabilità nei confronti della città di Umbertide tutta.
Per questo vogliamo esplicitamente affermare, prima di tutto, il nostro carattere di movimento democratico, di movimento che vede nelle leggi e soprattutto nella Costituzione il terreno sul quale sviluppare le proprie iniziative per il progresso del paese, di movimento che si colloca dentro le istituzioni e non fuori e tanto meno contro le istituzioni.
Diciamo questo perché veniamo da una campagna elettorale ove siamo stati sempre definiti “urlatori da piazza”, incompetenti, di basso profilo, mister X, Y, etc.
E forse nessuno ha mai fatto una seria riflessione sul fatto che vi è in atto un progetto politico che nasce dal basso e dal risveglio culturale dei cittadini! La nascita di un movimento che riconosce la bellezza della politica come mezzo di dialogo tra le istituzioni e la società civile.
Per noi la politica è innanzitutto donazione di sé, è servizio per la comunità che si rappresenta, è progettazione per il benessere comune, la politica è il luogo delle responsabilità, dell’impegno, ma soprattutto è il luogo dove si viene deputati ad avere cura dei cittadini e quindi delle loro necessità, dell’ambiente dove essi vivono e della loro salute.
Dimensioni, queste, che sembrano essere state dimenticate o addirittura, ancora sconosciute alla cultura politica attuale.
Tuttavia, un’altra precisazione ci preme fare: nel prossimo divenire ci confronteremo spesso su molti argomenti, forse ci confronteremo con fierezza e forse lo faremo anche aspramente, ma sappiate che non sarà mai per beceri personalismi e sapremo ben fare il distinguo tra i “ruoli” e le persone, tra la politica intesa come tale e gli interpreti di essa. E in ogni caso lo faremo sempre con estrema chiarezza, lealtà e trasparenza nei confronti dei cittadini.
Chiarezza, trasparenza, cambiamento…, termini molto usati in campagna elettorale, sembrava che tutte le forze politica avessero scoperto in questi termini l’equazione per risolvere tutti i mali del mondo. Vi è stata una vera e propri inflazione nell’uso di questa terminologia. Tanto che molti elettori hanno creduto veramente che la politica umbertidese si fosse, finalmente, arricchita di nuovi concetti e hanno votato con fiducia.
Ma dobbiamo constatare con rammarico, che cosi non è, e che si trattava delle solite promesse elettorali, alle quali si fa corrispondere con estrema puntualità il solito inganno.
Ci riferiamo alla composizione della giunta e alla scelta di assessori bocciati, insieme alla loro lista, in modo inequivocabile dall’elettorato umbertidese.
Ci chiediamo: ma la volontà degli elettori ha ancora un senso per la politica? Se la riposta è sì…allora perché ogni volta viene offesa e messa sotto i piedi senza nessun rispetto per soddisfare egoismi e personalismi deridendo le scelte dei cittadini?Certo la legge lo consente…nulla da obbiettare in tal senso, ma non sempre la legge è la realizzazione della giustizia, non sempre la legge concretizza ciò che deve essere fatto con giustizia, vogliamo ricordare che anche la volontà degli elettori ha valenza altamente giuridica dal punto di vista Costituzionale!
Noi speriamo che questo consesso voglia intraprendere un nuovo percorso verso la trasparenza, la coerenza al proprio mandato e verso un cambiamento reale. Con questa speranza, rinnoviamo l’auspicio di buon lavoro e ci piace chiudere questo intervento con una frase di don Lorenzo Milani che, pochi giorni prima di morire, scriveva nella sua famosa “Lettera a una professoressa”: Il mio problema è anche il tuo. Se pensiamo di uscirne da soli.. è egoismo. Uscirne insieme è la politica
Grazie e buon lavoro.