NO ALLA TRASFORMAZIONE IN AUTOSTRADA DELLA E45

L’ordine del giorno presentato in Consiglio Comunale da Umbertide Cambia sulla possibile trasformazione in autostrada della E45 è motivo di attenta riflessione. L’immagine delle “grandi opere” piace molto al Governo e ai nostri governanti, cui ricorrono quando vogliono far passare un’opera dall’evidente inutilità in un’attività necessaria, grandiosa nella sua magnificenza, in grado di rilanciare l’economia traballante e in netta discesa del nostro Paese, un’azione capace di ridare slancio allo sviluppo e all’occupazione. Poco interessa se l’opera comporterà dei danni ambientali notevoli, sconvolgendo il territorio delle 5 Regioni interessate e come questa impresa inciderà sulle stesse con i suoi 396 Km di lunghezza, i 139 km di ponti e viadotti, i 64 km di gallerie, i 20 cavalcavia, i 226 sottovia, gli 83 svincoli, le 2 barriere di esazione, le 15 aree di servizio. Il costo dell’opera si aggira intorno ai 9,844 miliardi di euro, denaro che potrebbe essere utilizzato per la messa in sicurezza del territorio e per il suo potenziamento. Le tanto “evidenti implicazioni positive sia sul profilo commerciale che turistico” non si ravvedono in maniera così palese, come poca chiarezza c’è intorno al progetto. Per il rilancio di questo tipo di opere lo stesso Governo e, in particolare, il ministro dello Sviluppo puntano molto sullo strumento del project financing e cioè un modello di finanziamento da parte di privati con un ritorno economico verso gli stessi attraverso il pedaggio e la defiscalizzazione (lo Stato si impegnerà a defiscalizzare l’opera per un ammontare di circa 2 miliardi di euro), insomma "un debito apparentemente privato ma garantito dallo Stato" e c’è da sottolineare che in tutti i contratti di project financing vi è una clausola che garantisce l'investitore privato: se il traffico della tratta sarà minore del previsto e l'investitore che l'ha in concessione non sarà in grado di rimborsare le banche, sarà lo Stato a provvedere. Viene da chiedersi se queste “grandi opere” siano realmente necessarie per rilanciare l'economia e migliorare le infrastrutture del Paese oppure sono solo un’altra occasione di spreco di denaro pubblico?
Appare chiaro che oltre ad un impatto ambientale importante ci sarà anche un impatto in termini economici perché il pedaggio interesserà anche i residenti, insomma lo pagheremo tutti. I primi dati che emergerebbero dal Piano finanziario riporterebbero cifre preoccupanti: 7,60 euro per la tratta Città di Castello-Perugia mentre 12 euro per coprire la tratta Perugia-Terni. Questo comporterà un ritorno notevole di traffico nelle strade statali interne, con conseguente disagio per chi vi risiede, nonché innalzamento dei costi per la manutenzione stradale a carico, questa volta, dell’Amministrazione.
Siamo così sicuri che sia questa “la strada giusta da intraprendere per potenziare il sistema infrastrutturale della nostra regione e per garantire ai cittadini un sistema di trasporto pubblico efficace ed efficiente”? Sarebbe opportuno preoccuparsi di salvaguardare il nostro territorio, ammodernamento non significa necessariamente scommettere su grandi infrastrutture, ma si può modernizzare il proprio paese anche preservandolo, muovendosi in un’ottica di rispetto del territorio e di chi lo abita, puntare alla sostenibilità mettendo in sicurezza le opere già esistenti come appunto la E45. Le Amministrazioni interessate dovrebbero impegnarsi in un confronto con i cittadini e le diverse associazioni per trovare soluzioni alternative, come, nel caso dell’Umbria, il potenziamento della rete ferroviaria che potrebbe rappresentare la strada giusta verso uno sviluppo sostenibile, mentre ad oggi è abbandonata a se stessa.
Noi del Movimento 5 Stelle di Umbertide ci dichiariamo contrari alla realizzazione dell’autostrada Orte-Mestre proprio perché in questa non ravvisiamo l’utilità dell’opera, e già da alcuni mesi stiamo sostenendo una raccolta firme promossa dal Comitato NO E45; sarebbe auspicabile che una simile lungimiranza fosse comune anche ad altri, che anziché la coerenza al partito mettano in primo piano il buon senso, l’interesse della collettività e, non da meno, la difesa del proprio territorio.

 

24/08/2014