AIMET: QUALE DESTINO?

Il guazzabuglio sulla vicenda AIMET sta seriamente allarmando molti cittadini. Un guazzabuglio che coinvolge tre città: quella di Umbertide, di Montone e San Giustino, i tre comuni che stanno determinando il destino di una azienda facendola avviare verso la privatizzazione. Una via già tracciata dalla cosiddetta “legge di stabilità”, la 147 del 27/dic/2013 (commi da 550 a 569). Questa è la volta del “gas”, molto presto saranno privatizzate: acqua, elettricità, farmacie, TPL (trasporti pubblici locali) e altre SPL (società pubbliche locali). E’ fondamentale ricordare che: l’AIMET ha un risultato di bilancio positivo, che è una SPL a rilevanza economica e proprio per questo i costi aziendali sono sostenuti direttamente o indirettamente dagli utenti tramite il pagamento di una tariffa. Ora, se è vero che la “legge di stabilità” obbliga le amministrazioni a razionalizzare le partecipate, è anche vero che i comuni con meno di 30.000 abitanti sono esentati da tale obbligo. Allora ci si chiede, perché questa improvvisa accelerazione della pratica Aimet? Forse perché la “legge di stabilità” introduce una maggiore trasparenza del rapporto finanziario tra i bilanci delle amministrazioni e i risultati delle partecipati? Forse perché la legge dispone, per i prossimi anni, che le partecipati e gli enti locali devono concorrere agli obbiettivi di finanza pubblica? A noi non dispiace, da questo punto di vista, “la legge di stabilità”. Per troppo tempo le partecipate, sia a rilevanza economica, sia senza rilevanza economica, hanno costituito un pesante carrozzone che ha aumentato i costi dei servizi. Infatti, non è un mistero che siano diventate strumento clientelare di politici che aggirando i vincoli imposti dalle leggi hanno imposto assunzioni in modo diretto, oppure attraverso concorsi molto “personalizzati”. Anzi, andando a rivedere alcuni dati del MEF, e facile rilevare che nelle partecipate vi sono più persone che siedono nel consiglio di amministrazione che addetti. E sempre secondo il MEF vi sono aziende con solo dirigenti. Dirigenti che molto spesso sono dei “fantasmi” che non sanno neanche quale posto gli è stato assegnato e prendono stipendi rilevanti. Da oggi in poi sarà un poco più difficile, per i comuni fare il bilancio, non basterà più fare copia/incolla di quello precedente. Ora bisogna tagliare tutto quello che non serve e per fare un bilancio di previsione bisognerà mettersi seriamente a un tavolo e guardare le spese inutili da tagliare. Ecco ora, forse, si sa dove tagliare. Serve a poco vendere azioni di società sane che danno utili, senza nessun vantaggio per i contribuenti. Gli errori di chi ha preso e di chi prende decisioni politiche non devono ricadere sulla popolazione. Spesso si sente dire che Umbertide è un comune virtuoso! Noi troviamo incoerente questa affermazione, il virtuosismo si misura con le aliquote delle tasse in rapporto ai servizi che si erogano. Essere virtuosi non vuol dire avere un avanzo derivante dalla vendita di aziende a discapito degli utenti. In linea generale, noi riteniamo che per quanto riguarda le SPL bisogna fare un distinguo ben preciso tra: le SPL capaci di generare ricchezza e quelle inutili che son servite a bruciare montagne di euro sottratti ai cittadini. Inoltre, questo per il futuro, pensiamo che consentire ai privati di mettere le mani sulle SPL che vendono servizi essenziali, come AIMET, e sul proprio bacino d’utenza, costituisca un gravissimo errore. Tempo pochi anni e questi farebbero sentire subito la loro morsa. Cominciamo da subito ad imparare dagli errori passati e mettiamoci in condizione di fare una politica economica di risparmi, tagliando gli sprechi, qualche stipendio immeritato e qualche amministratore inutile.

 

09/10/2014