AIMET: NO ALLA VENDITA

 Nel Consiglio Comunale di oggi, 11 novembre, si è decretata la dismissione della partecipazione del Comune in Aimet attraverso procedura di vendita delle quote possedute. Il voto contrario della minoranza non è bastato ad arrestare questo processo di privatizzazione, già palesato nello scorso Consiglio Comunale quando venne modificato lo statuto della società. Tra le motivazioni addotte dall'Amministrazione vi è quella che, in un'ottica di espansione della società, la parte pubblica, non sarà in grado di garantire investimenti che invece il privato potrà effettuare pertanto con le dismissioni si darà modo all'azienda di muoversi in totale autonomia. Una via, a quanto dicono, già indicata dalla legge di stabilità anche se nessuna delibera o normativa obblighi a dismettere le quote di una partecipata. Infatti la dismissione viene giustificata in previsione di un futuro e possibile obbligo da parte del governo centrale. Quindi lo si fa per anticipare future scelte governative, e, in questa prospettiva, dovremmo aspettarci allora la privatizzazione di tutte le partecipate: questa è la volta del gas, molto presto saranno privatizzate acqua, farmacie e altre società pubbliche locali. D'altronde se il criterio è quello dell'anticipare in vista di certe previsioni piuttosto che mantenere viene da chiedersi, sempre ragionando in termini di previsione, e se anche per il futuro nessun patto di stabilità obbligasse la vendita delle partecipate, come fino ad oggi è accaduto? Ci ritroveremmo con una partecipata in meno, che produceva degli utili: è fondamentale ricordare che Aimet ha un risultato di bilancio positivo, che è una società pubblica locale a rilevanza economica e proprio per questo i costi aziendali sono sostenuti direttamente o indirettamente dagli utenti tramite il pagamento di una tariffa. La stessa relazione del perito, chiamato dal Comune a redigere una perizia per la valutazione dell'azienda, afferma che Aimet è una società sana, destinata a rimanere in vita nel tempo. Allora perché vendere? 

Sarebbe stato meglio sentire che si vende per avere risorse disponibili. E' tutta colpa del Patto di stabilità dietro al quale l'Amministrazione si nasconde o piuttosto di una gestione poco lungimirante che ha indebolito le casse comunali?
Ci dispiace constatare che il Sindaco e tutta la maggioranza non stiano a contestare le scelte di politica economica che arrivano dal Governo. Vendere i beni comuni non è la soluzione, nessuna Amministrazione dovrebbe arrivare a valutare una simile possibilità. La vendita dei beni comuni, siano essi immobili o quote societarie, ci renderanno sempre più poveri, si apra invece un dibattito con il governo attraverso ANCI, di cui il nostro Sindaco è vicepresidente dell'area Umbria, per chiedere un impegno concreto e reale e fare in modo che non ci si trovi più di fronte a scelte insensate come questa. Quando una legge non è valida va combattuta con tutti i mezzi consentiti. Più volte è stato ribadito da questa Amministrazione il carattere non commerciale che ha un ente pubblico, ma Aimet è un servizio che il nostro Comune offre e proprio per questo ha ottenuto credibilità tra i cittadini. Privatizzare un'azienda a carattere pubblico non porterà vantaggi, perché se è vero, come la stessa Amministrazione afferma, che sia meglio vendere ora che non vi è obbligo piuttosto che aspettare quando e se vi sarà perché poi sarà il mercato ad imporre il prezzo, è indubbio che una volta privatizzato sarà il privato a dettare le regole e si perderà la garanzia che solo il pubblico dà. Aimet nasce essenzialmente per tutelare i cittadini ed evitare speculazioni, come ricorda una nota della stessa società pubblicata nel sito del Comune nell'aprile 2010, dove tra i vantaggi di essere clienti Aimet viene ricordato il fatto che gli utili della società vanno ai Comuni, e cioè ai cittadini; utili che i Comuni reinvestono in opere pubbliche e servizi per la collettività, e grazie a questi utili i Comuni possono contenere le tassazioni, i costi dei servizi e migliorare le strutture cittadine.
Ricordiamo che le società pubbliche sono gestite dall'Amministrazione Comunale, e che i Cittadini sono i legittimi proprietari.
Per qualsiasi eventuale cessione di proprietà pubbliche ogni Amministrazione Comunale che si rispetti dovrebbe chiedere espressamente il parere vincolante dei cittadini attraverso un referendum consultivo, proprio perché compito delle Amministrazioni è quello di tutelare l'interesse collettivo. Non possiamo che essere contrari a questa vendita. È proprio vero con la cessione di Aimet finisce un'epoca: quella della centralità del cittadino.

 

11/11/2014