VIA LIBERA ALLA VENDITA

Perché perdere tempo, carpe diem ,quam minimum credula postero (cogli il giorno, confidando il meno possibile nel domani) affermava Orazio, e pare che la nostra Amministrazione abbia fatto propria questa massima. A un mese dalla modifica dello statuto di Aimet e a pochi giorni dalle deliberazioni di consiglio comunale dei Comuni di Umbertide, San Giustino e Montone, il Comune di Umbertide ha provveduto a pubblicare l'avviso per la vendita delle quote di partecipazione Aimet detenute dai suddetti comuni pari al 60% del capitale sociale. Il tutto viene giustificato affermando: "ce lo chiede la legge di stabilità"; e si fa riferimento ad un comma della stessa in cui viene riportato l'obbligo per gli Enti locali di vendere le quote delle partecipate che producono beni e servizi non strettamente necessari al perseguimento delle proprie finalità istituzionali, quindi non di interesse generale, e cioè non primari. Allora perché sul sito di Aimet ancora oggi viene indicata la fornitura del gas come un servizio primario? Riportiamo quanto viene detto e vi invitiamo a verificare (http://www.aimetonline.it/lazienda/): "In seguito all' introduzione del decreto legislativo 164/2000 sulla liberalizzazione del gas naturale, le tre amministrazioni hanno deciso di entrare nel mercato del gas naturale in modo diretto per sfruttare le opportunità date da questa innovazione legislativa e per tutelare i cittadini in un servizio primario come quello della fornitura di Gas. Il target di riferimento sono le piccole comunità che spesso non vengono prese in considerazione dalle grandi società di vendita per mancanza di convenienza. A.I.Met., con la sua presenza sul territorio, si distingue per la vicinanza al cliente, non soltanto per il servizio che offre ma per i "valori" che crea per i cittadini."

Quando si parla di una gestione partecipata del bene comune, di partecipazione dei cittadini, si sa di cosa si sta parlando? Va ribadito che le società pubbliche sono gestite dall'Amministrazione Comunale, e che i Cittadini sono i legittimi proprietari, e che per qualsiasi eventuale cessione di proprietà pubbliche ogni Amministrazione Comunale che si rispetti dovrebbe chiedere espressamente il parere vincolante dei cittadini attraverso un referendum consultivo, proprio perché compito delle Amministrazioni è quello di tutelare l'interesse collettivo. E nel momento in cui si decide di dismettere le quote di Aimet si procede anche con la palazzina ex mattatoio, la cui vendita era già indicata nel piano delle alienazioni del nostro Ente; altro bene di proprietà dei cittadini e sede al momento di diversi servizi comunali come l'Informagiovani. Quando si iniziano ad intaccare beni pubblici si indebolisce la nostra eredità culturale. Quello che serve è una valorizzazione e non la svendita del patrimonio immobiliare comunale. Ma purtroppo #celochiedeMatteo.

22/11/2014