RIFIUTI IN MANO AI PRIVATI, AUMENTO TASSE IN VISTA

Nella seduta dell’ultimo Consiglio Comunale è stato approvato con voto della maggioranza la deliberazione relativa all’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti nell’ATI 1 (l’ambito territoriale integrato è un territorio su cui sono organizzati servizi pubblici integrati, come quello dei rifiuti, e che vede partecipi diversi Comuni). Con questo nuovo piano l'Amministrazione Comunale di Umbertide si appresta, unitamente agli altri 13 Comuni appartenenti all' ATI 1, a dare avvio alle procedure di gara per l’affidamento del servizio di gestione dei rifiuti.
Le motivazioni addotte nella relazione dell'ATI 1 a favore dell' affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti ad operatori economici privati a scapito dell'affidamento diretto del servizio ad una società in house (cioè una società formata dagli stessi Comuni che hanno l’affidamento diretto del servizio) sono da imputare ad una incompatibilità dell'attuale situazione finanziaria degli Enti Locali, che li costringe a convivere “…con una ormai cronica crisi di liquidità…”
Il M5S è decisamente contrario a questa deliberazione.
È ormai ampiamente dimostrato che gli appalti d’ambito (come quello che si appresta a fare l’Ati1) non sono assolutamente convenienti per i cittadini che quasi sempre si sono visti diminuire la qualità dei servizi con l’aumento della tassa sui rifiuti.
Il motivo è semplice: alle gare si presenta un solo partecipante e non ci sono ribassi d’asta. Quelle poche volte che ci sono due o tre partecipanti molto spesso non sono idonei all’affidamento.
La prova di queste affermazioni possiamo riscontrarla proprio in Umbria dove al Bando di gara dell’Ati2 ha partecipato solo Gest ed al bando di gara dell’Ati4 ha partecipato solo ASM.
Il risultato è stato l’aumento delle bollette per i cittadini. Tanto per fare un esempio dopo l’ultimo bando (Ati4) alcuni comuni come Alviano, Porano, Montegabbione, Monteleone d’Orvieto e Castel Giorgio non intendono firmare un contratto così oneroso per i cittadini che li vincolerà a pagare quasi il doppio degli importi attuali.
Nella delibera che la maggioranza Pd ha approvato si sostiene che:
“l’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani ad operatori economici privati garantisce, come noto, livelli superiori di efficienza, efficacia ed economicità del servizio”.
Niente di più falso. È l’esatto contrario. In Italia le migliori gestioni di rifiuti sono fatte da società interamente pubbliche con affidamento in House.
Basti pensare al Consorzio Priula, il Consorzio Treviso Tre, Contarina, Bellunum, Ponte Servizi, Etra. Società interamente pubbliche che insieme servono più di un milione e duecentomila abitanti con risultati eccezionali:
· Raccolta differenziata di poco inferiore all’80%
· Residuo annuo pro capite di poco superiore agli 80 Kg
· Produzione pro capite di rifiuti di 391 Kg
· Costo medio per abitante 100,01 €
Questo solo per citarne alcuni ma si potrebbe continuare con l’esperienza del Consorzio dei Comuni dei Navigli o altri ancora. Risulta pertanto evidente come l’affidamento in house sia l’unico percorribile in quanto offre un servizio efficiente e a minor costo. Basti pensare che la previsione è che nell’Ati 1 si pagherà 166,52 euro per abitante. Esattamente il 66% in più di quel milione e duecentomila persone che hanno la fortuna di essere servite da quelle public company di cui si parlava prima. Inoltre, secondo quanto riportato nella documentazione relativa all’ATI1, quando tale servizio avrà inizio si pagherà il 17% in più. Ĕ stato dunque approvato un provvedimento che sembrerebbe non migliorare i servizi, ma piuttosto portare ad una tassa sui rifiuti ancora più alta dell’attuale. E tutto ciò senza un percorso partecipativo della cittadinanza che alla fine dovrebbe avere sempre l’ultima parola.

 

14/11/2014