Acqua pubblica

L’ACQUA BENE COMUNE DEVE TORNARE NELLE NOSTRE MANI

Venerdì 17 maggio 2013 presso l’HOTEL Rio il Movimento 5 Stelle di Umbertide ha incontrato alcuni esponenti del Comitato Umbro Acqua Pubblica per promuovere un’azione comune in difesa dell’acqua pubblica.

Questo perché dopo due anni dal referendum del 12 e 13 giugno 2011, attraverso il quale 28 milioni di italiani hanno espresso la chiara volontà di mantenere pubblica la gestione dell’acqua e delle reti idriche, assistiamo a continui interventi sia a livello nazionale che locale volti a costruire profitti sulla gestione dell'acqua, a sovvertire l'indicazione venuta dal basso, dai cittadini, dai territori, contro la privatizzazione del servizio idrico.

Il Movimento 5 Stelle di Umbertide vuole appoggiare e condividere anche nel nostro territorio la battaglia che il movimento per l'acqua sta promuovendo in tutta Italia per l'acqua pubblica e partecipata, per ribadire che l'acqua non è una merce che si può vendere, perché l'acqua è un bene comune che deve essere difeso e ripubblicizzato.

Le tariffe praticate dai gestori dopo i referendum sono illegittime, in quanto comprendono ancora la “remunerazione del capitale investito” abolita dai referendum.

Il Tar della Toscana ha accolto il ricorso presentato dal Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua con sentenza n. 436 del 21/03/2013 stabilendo che “il criterio della remunerazione del capitale [...] essendo strettamente connesso all’oggetto del quesito referendario, viene inevitabilmente travolto dalla volontà popolare abrogatrice”.

Una sentenza quindi destinata a travolgere chi sull’acqua intende continuare a fare profitti, ignorando o tentando di aggirare la volontà popolare, anche attraverso atti amministrativi come la “truffa di capodanno” rappresentata dal nuovo metodo tariffario deliberato a dicembre 2012 dall’autorità di vigilanza (AEEG), che sta tentando di reinserire la remunerazione del capitale investito, cioè il profitto dei gestori privati garantito in bolletta, celata sotto altro nome (“oneri finanziari”)

Questo aggravio può pesare sulla bolletta in misura maggiore rispetto al 7% abrogato dal referendum dal momento che, l’ente gestore della rete idrica nel nostro territorio Umbria Acque SPA, nel 2012 ha colcolato in bolletta una tariffa molto più elevata corrispondente al 15,82% in barba ai referendum ed alle sentenze già pronunciate.

In bolletta viene addebitato anche il costo relativo all’utilizzazione degli impianti di erogazione pubblica dell’acqua (acquedotti) e di scarico e depurazione.

Questi importi sono dovuti solo se l’utenza usufruisce di questi servizi. Nel caso di abitazioni non servite dall’acquedotto e tantomeno da condutture di scarico, tali addebiti devono essere rimborsati inviando una richiesta scritta la scadenza fissata dalla stessa Umbria Acque SPA entro e non oltre il 31 ottobre 2013.

Il Movimento 5 Stelle di Umberide intende continuare un’azione costante a difesa dell’esito referendario attivando una campagna di sensibilizzazione della popolazione attraverso banchetti informativi per le seguenti finalità:

-    perseguire il principio di interdizione al profitto sui sistemi idrici nel nostro territorio;

-    sostenere tale principio in sede di conferenza dei sindaci del nostro ambito territoriale, chiedendo l’eliminazione dai piani tariffari delle voci di remunerazione dei capitali investiti, comunque essi vengano denominati o camuffati.

LINK:

Petizione Europea contro la privatizzazione dell'acqua clicca qui...

Comitato Umbro "ACQUA PUBBLICA" clicca qui...